2006-04-03

Gioco finito

primissimo piano cchioConsiderazioni a margine di un infanticidio senza nulla togliere all’atrocità del fatto.

Alla fine i rapitori - e assassini - del bimbo erano solo “balordi”. Manco di elementi per la certezza, però non stento a crederlo.
I "mezzi d’informazione" hanno fatto anche stavolta il loro porco lavoro. Massacrato mediaticamente i genitori e creato pathos a badalucco, informando ben poco, ma con grande dispiego di strumenti.
Quando si tratta di delitti con bambini la retorica si spreca e subito c’è chi tira in ballo la pena di morte. Peggio: ho sentito un signore dichiarare in TV che sarebbe opportuno appendere i colpevoli in piazza, magari per i coglioni, e lasciarli all’ira popolare.
Mi hanno colpito le parole, nei giorni scorsi, di chi oggi è ritenuto il “mostro”. Condannava il rapitore con lo stesso sdegno e la stessa veemenza di tutti gli altri. Una sorta di condivisa omologazione verbale della quale i giornalisti “nazional-popolari” si fanno portavoce. C’era come uno sdoppiamento della personalità che definire “ipocrisia”, o semplice tentativo di salvarsi il culo, sembra riduttivo. Da un lato l’uomo della strada, indistinguibile dai suoi simili, dall’altro il massacratore d’infanti e, si è saputo ora, stupratore in attesa di condanna. Ancora una volta emerge una triste verità: i bambini e le donne sono le prime vittime dell’odio e della violenza e ciò ha solo in parte a che vedere con condizioni di degrado economico e culturale. Dunque non si dovrebbe tutte le volte mostrare tanta meraviglia per l’“efferato delitto”.
I cuccioli, si sa, suscitano forti sentimenti protettivi, ma in guerra, quando la situazione di pericolo per la specie è massima, si tende a distruggere il nemico anche nel suo futuro eliminandone la prole. Ci hanno detto che i nazisti giocavano al tiro al piattello con i neonati e, senza andar troppo lontano, solo qualche anno fa a pochi chilometri da noi, nell’ex Jugoslavia le atrocità non si contavano. Stupri e stragi di bambini sono terribili corollari della guerra e dell’odio razziale che ne è inevitabile portato. Quando le guerre terminano e chi le ha combattute torna a vestire abiti civili anche gli infanticidi e gli stupratori riprendono, impuniti, a mescolarsi con la “gente normale”. Magari qualcuno sa, ma tace. È la parte oscura della natura umana.
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