12.9.17

11 settembre 1973

Ieri era l'11 settembre.
Eventi che hanno segnato la coscienza di intere generazione scolorano inevitabilmente scivolando nell'oblio.
É l'11 settembre 1973 e il generale traditore Pinochet assalta il palazzo presidenziale uccidendo il socialista Presidente Allende, democraticamente eletto tre anni prima dal popolo.
Le responsabilità degli Usa, che consideravano l'America latina il "cortile di casa", sono note. In particolare il coinvolgimento attivo dell'allora segretario di stato Kissinger - al quale in quello stesso anno era stato assegnato il premio Nobel per la pace [sic!] - sia nel golpe cileno sia in quello dei militari argentini nel 1976.
Ne conseguirono due regimi tipicamente fascisti che restarono al potere per molti anni facendo sparire torturando e trucidando decine di migliaia di persone.

30.6.17

Orchestra Sinfonica "la Nota in più". Spettacolo musicale di Spazio Autismo di Bergamo

Spettacolo musicale di Spazio Autismo di Bergamo. Ogni visualizzazione è un piccolo contributo all'Onlus.

23.5.17

Strage Manchester Arena

Mi sento anche questa volta fuori contesto.
Sembra così ovvio che quello che è successo a Manchester sia orribile, tanto da non dover neppure aver voglia di parlarne soltanto per ripetere all'infinito le consuete litanie come fanno i media.
Terrorista il colpevole? Ma sì, chiamiamolo un po' come vogliamo e teniamo per buona anche la delirante rivendicazione dell'IS per quel che vale.
Uno di 22 anni, britannico di nascita, che se ne va in giro recitando versetti coranici senza che nessuno se lo fili non sembra propriamente un soldato che si oppone a pericolosi "crociati". Però può diventare un kamikaze che ammazza ragazzine.
Troveremo sempre individui tanto "disturbati" per buoni o cattivi motivi da essere pronti a uccidere per dare un senso alla propria esistenza.
Un lungo elenco. Ne sono esempio gli adolescenti che entrano nelle loro scuole armati fino ai denti e freddano compagni ed insegnanti, il nazista norvegese, killer organizzato, che fa strage di ragazzi -praticamente suoi coetanei - e si definisce "salvatore del cristianesimo", i troppi fuori di testa che in nome delle più fantasiose ragioni scaricano i loro malesseri in un odio insano per i propri simili e tutti gli assassini più o meno seriali che trovano appagamento alle loro pulsioni uccidendo. Il genere umano è anche questo.
Adesso va di moda lasciarsi abbindolare dalla "predicazione" del "Califfato" (o inventarsi improbabili conversioni) per giustificare azioni prive di qualsiasi discutibile senso politico, ma efferate.
Non credo abbia molto senso accomunare questi atti, per lo più conseguenza di singoli disperati, all'11 settembre, agli attentati alla stazione Atocha di Madrid del 2004 e della metropolitana di Londra del 2005 o alla carneficina nella sede di Charlie Hebdo e del Bataclan a Parigi nel 2015 (e molti, troppi altri).
Sono tutti, indistintamente, eventi atroci ma di diversa matrice.
Fare di ogni erba un fascio alimenta soltanto il rogo dell'odio reciproco tra diverse culture e scatena sempre più la bestia incontrollabile del razzismo.

20.5.17

Edward Hopper in palestra

Capita di prendersi, colpevolmente, un raffreddore e non aver voglia di far niente se non giocherellare tra un colpo di tosse e l'altro, un po' come quando si era piccoli con fogli, colori e forbici, ora con PhotoShop.
"Office in a small city" di Hopper, riambientato in una fatiscente palestra pavese, rende abbastanza lo stato d'animo.


16.5.17

Migranti

Immigrati.
A giudizio della Suprema Corte di Cassazione: "è essenziale l'obbligo per l'immigrato di conformare i propri valori a quelli del mondo occidentale" in quanto "non è tollerabile che l'attaccamento ai propri valori, seppure leciti secondo le leggi vigenti nel paese di provenienza, porti alla violazione cosciente di quelli della società ospitante".
Sacrosanto l'obbligo di conformarsi alle leggi, per cui non si può girare armati alla Sandokan, mito salgariano della mia infanzia.
In quanto ai "valori del mondo occidentale" (?) è inquietante che siano giudici, più o meno illuminati, a farsene interpreti.

24.4.17

Organizzazioni Non Governative e Organizzazioni Non Lucrative di Utilità Sociale: perplessità

È da un po' di tempo che mi chiedo quale sia il livello di credibilità delle ONG (o NGO).
Una Organizzazione Non Governativa per definizione è indipendente dagli stati e dalle organizzazioni governative. Non ha fini di lucro (not-for-profit organization), si basa su donazioni e funziona grazie, prevalentemente, al volontariato. Sono ONLUS (organizzazione non lucrativa di utilità sociale) di diritto come le Cooperative sociali come una infinità di altre associazioni alle quali è stato riconosciuto lo stato giuridico di operare nel sociale.
Ce ne sono di stranote che operano da molto tempo come ad esempio Amnesty International, Greenpeace, Médecins Sans Frontières, Emergency, certamente benemerite, ma ormai multinazionali della solidarietà con bilanci milionari ed anche miliardari, con tutto quanto ne consegue.
Io stesso devolvo da anni il 5 per mille e offro la mia attività volontaria e gratuita ad una Onlus.
Però queste organizzazioni sono prolificate in maniera esponenziale ed alcune ci martellano quotidianamente con pubblicità sempre più invasive (e costose) per rastrellare soldi.
Parallelamente aumentano truffe e scandali.
Non c'era bisogno del rapporto Frontex del dicembre 2016 che accusa le Ong di accordi diretti con i trafficanti perché, con le loro navi private, più o meno senza controllo, prelevano i migranti praticamente sul bagnasciuga libico e li scaricano sulle coste italiane. (http://www.ansa.it/europa/notizie/rubriche/altrenews/2016/12/16/migranti-frontex-accusa-ong-in-combutta-con-trafficanti_fa75879c-e84d-4bb8-9881-7338db1113df.html)[1]
Allo stesso modo non c'è bisogno dell'intervento di un magistrato, del tam tam di Di Maio, delle contrapposte demagogie di Mario Giordano e Roberto Saviano o chi per loro, per essere informati delle storture (o forse sarebbe meglio dire delle schifezze) che stanno dietro al business dell'assistenza agli extracomunitari in Italia.
Non saranno le paludate ipocrisie di Mattarella: «Il dramma dei profughi banco di prova della civiltà europea» a salvare i "profughi" dal morire in mare dopo essere stati sempre più attirati sulle coste libiche dalla promessa di un facile attracco sulla dirimpettaia Italia.
Ben che vada sfruttati, derubati, imprigionati, abusati e torturati, una volta arrivati in Italia, si ritrovano allo sbaraglio in un paese che non offre alcuna concreta prospettiva di lavoro e riscatto per i più e con le frontiere chiuse verso il resto d'Europa.
Anche la bufala del respingimento dei "clandestini" (coloro che non avrebbero diritto d'asilo e andrebbero espulsi e rimpatriati) mostra la corda. Manca la reale possibilità e capacità di farlo.
Ma che il flusso continui fa comodo ai mercanti dell'accoglienza che sui migranti - e sui tanti poveri idioti come me e gli altri volontari che si fanno in quattro ben più di me - si arricchiscono.
Si sentono e si leggono sui documenti ministeriali tante belle parole su tutto quello che dovrebbe essere garantito a ciascun extracomunitario dai trentacinque euro procapite che gli improvvisati neo professionisti dell'accettazione incondizionata di tutti i nuovi arrivati intascano. Una marea di denaro della quale godono in tanti, ma non i diretti interessati.
È ovvio che i benpensanti siano sempre più oggettivamente razzisti e si buttino tra le braccia degli sciacalli di destra, quelli che sarebbero ben felici di ricevere miliardi dall'Europa, come il dittatore turco, per fare il lavoro sporco del respingimento. Comprensibile che chi stenta a vivere dignitosamente o, peggio, non ha lavoro e futuro sia sempre più incazzato e cerchi consolazione in quelli che promettono mari e monti candidandosi a sostituire gli squalificati occupanti delle sedie di governo.
Quel che è peggio è che nessuno speri più che le cose possano essere cambiate in meglio da coloro che hanno avuto fin ad ora in mano le leve del comando, sia in Italia, sia nel resto d'Europa.
Escluso, è chiaro, chi dall'attuale stato delle cose ha, in qualche modo, da guadagnarci.

[1] La Repubblica mescola un po' le carte facendo riferimento al Rapporto Frontex 2017 dove, più morbidamente si scrive di "unintended consequences", conseguenze involontarie, ma il risultato non cambia. (http://www.repubblica.it/solidarieta/immigrazione/2017/04/23/news/soccorsi_in_mare-163727123/)
Per chi vuole per i pdf originali basta digitare su Google "frontex risk analysis" e per l'articolo del Financial Times "EU border force flags concerns over charities' interaction with immigrant smugglers", del 15 dicembre 2016, cliccare questo link: https://www.ft.com/content/3e6b6450-c1f7-11e6-9bca-2b93a6856354.


8.4.17

Gli impulsi distruttivi di Trump (frustrato dagli ostacoli alle sue decisioni amministrative)

Beh! È evidente che Trump abbia violato la sovranità di un altro paese senza alcun mandato internazionale arrogandosi il diritto d'intervenire a capocchia in ogni parte del mondo.
Del resto non deve essere sembrata vera a "cane pazzo" Mattis - messo da Trump a capo del pentagono - la golosa opportunità di sparacchiare una sessantina di missili del valore di un centinaio di milioni di dollari contro gli odiati nemici.
Devono essere brillati gli occhi a tutti i generali guerrafondai e ai produttori di armi quando hanno "consigliato" al Presidente di usare la forza senza indugi. Mica come con quel tentenna di Obama, sempre lì a calcolare i pro e i contro. Finalmente un comandante in capo con deficit d'attenzione e iperattivo che non ci pensa troppo su! I Tomahawk sono fatti per essere usati (e rimpiazzati!) non per ammuffire negli arsenali. Chissenefrega se è benzina sul fuoco del terrorismo!
Non stupisce neppure che i lecchini nazionali ed esteri si siano subito inchinati al celhodurismo trumpiano.
È tipico dei lecchini (chi sia un lecchino lo dice bene Musil qui) e di questa Europa allo sbando.
Ciò non significa "stare con Putin" e tanto meno con Assad, che da sempre si sa chi sia (qui una vignetta del 2011 di Ali Ferzat, molto esemplificativa).
È soltanto un evidenziare l'insignificanza dell'Europa (per non parlare dell'ONU!).
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